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Caftaniamoci!

Tu, che non andresti mai in giro senza la giacca; tu, che hai una passione per i siren dress; e pure tu che hai fatto dei jeans una ragione di vita. Voi tre e tutte quante le altre insieme, ammettetelo che state ufficialmente entrando nella “Caftan season”.

Vabbè, me la sono appena inventata di sana pianta, però pensiamoci, perché quel momento dell’anno in cui abbandoniamo la nostra immagine quotidiana in favore di un caftano forse andrebbe codificato, celebrato un po’ meglio. 

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Il caftano è un modo di essere e le temperature torride c’entrano fino a un certo punto nel farci venire una voglia matta di indossarlo. Niente costrizioni, niente preoccupazioni se si sale o si scende di un chilo, solo il gusto sentire la stoffa fluttuare attorno al corpo: vuoi mettere che genialata? A me, per dire, piace perché mi sembra che il vento mi stia vestendo e anche se il mio corpo a malapena si intravede, trovo sia una sensazione meravigliosamente sexy.

Attenzione non parlo del caftano che ti metti alla festa di mezza estate in riva al mare, io ci provo gusto a portarlo in città. Lo chiamo effetto-Trilli, la fatina alata, compagna di avventure di Peter Pan. Muoversi in caftano per le vie del centro mi fa sentire luminescente, come se, proprio come lei, lasciassi una scia di stelline scintillanti. Mi do solo una regola, mai interpretarlo in chiave troppo letterale.

Parto dal trucco, leggerissimo, però sempre ben curato, che completo con degli orecchini preziosi, se non nella caratura, quanto meno nel mood, con degli anelli grandi e, per contrasto, con dei bracciali sottili. Presto attenzione alla borsa che scelgo, non la classica straw bag dove normalmente ci cacceresti dentro il telo da spiaggia, nossignore. I miei caftani meritano una statement bag, chessò una tote di pelle, perfetta anche a settembre per infilarci dentro computer e documenti. Stesso dicasi per scarpe: vado matta per i sandali bassi, a patto che siano di ottima fattura.

 

 

 

 

 

Infine mi gioco il jolly degli occhiali da sole da diva di Hollywood, grandi, un po’ in stile Sophia Loren negli anni ‘70. Uh dimenticavo, visto che vado matta per i profumi ma con 40 gradi faccio fatica a portarli sulla pelle, spruzzo sui capelli un po’ di acqua di colonia (più adatta di un profumo vero e proprio, perché con una minore concentrazione di alcool) e via. Ragazze, rompiamo gli indugi, caftaniamoci! Poi quando le temperature saranno un filo più basse noi, tac, ci appoggeremo sopra un bel blazer per caftanarci ancora un po’.

 

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Cristina Manfredi: la penna dietro al Nuovo Fashion Journal di Marina Rinaldi

Biellese di nascita, milanese d’elezione, è una giornalista di moda, costume e società, con il pallino del buon umore. Ha lavorato come quotidianista per Milano Finanza Fashion per poi spostarsi a Vanity Fair, da cui si è dimessa per dedicare più tempo ai progetti personali, alla scrittura, al tango, alla corsa e ai suoi amatissimi gatti. Oggi è una contributor per Vanity Fair, L’Officiel, Marie Claire, Style Magazine - Corriere della Sera.