Ciak, si torna in città: il guardaroba del rientro ispirato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026

di Francesca Delogu

Vibrante, frenetico settembre: ricominciano le riprese del nostro film personale. È il ciak di partenza, il “mese zero” dell’anno ricco di progetti, sogni e sfide per l’autunno, ma senza prove generali. Tornate in città l’agenda esplode e i ding delle mail scampanellano senza sosta mentre si lavora già ai massimi giri.

Dopo settimane in infradito e caftano ci ritroviamo a dondolare disorientate davanti a un armadio alieno tra giacche appese, pantaloni e tacchi che sembrano appartenere a un’altra persona, decisamente più organizzata di noi.

Come sopravvivere al caos vorticoso del rientro? Diamo uno sguardo alle muse più eclettiche: le attrici, capaci di entrare in una porta girevole di ruoli trasmettendo credibilità proprio grazie ai vestiti, che condizionano in modo decisivo la riuscita dell’interpretazione. Fondamentale avere quoziente di mimetismo, creatività e qualche tocco spericolato.

 

Lo conferma la carismatica Jasmine Trinca, protagonista di due dei film in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Succederà questa notte di Nanni Moretti e L’estranea di Paolo Strippoli:

“Il costume per un attore è fondamentale: ti dà la postura, cambia il modo di muoverti e fa entrare istantaneamente nel personaggio”. È l’interruttore che innesca presenza, completezza e motivazione.

 

Con cinque film italiani in corsa per il Leone d’Oro, questa stagione il Made in Italy al cinema è anche un inesauribile serbatoio visivo: dall’eleganza intellettuale e androgina della romana Trinca fino al tailoring geometrico di Anna Foglietta, che debutta alla regia con Una storia, per arrivare ai toni caldi e sensuali della travolgente Vanessa Scalera, protagonista di Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis.

 

 

Il fitting che cambia tutto: scegliere il look motivante

Prima del set, un’attrice deve affrontare il fitting: una prova tecnica ed emotiva in cui spesso l’abito viene osservato sotto luci diverse - naturale, artificiale, controluce - perché un colore che convince a mezzogiorno può spegnersi in un interno la sera. Le grandi costumiste lo sanno: il pantone di un tessuto, la sua consistenza o il modello possono influenzare la recitazione e rendere più potente ed espressivo un gesto.

 

Daniela Ciancio, premiata con due David di Donatello per Il resto di niente e La grande bellezza, ha raccontato che quando un personaggio è ancora nebuloso la soluzione è quella di creare un moodboard, un grande collage materico con ritagli e figurine che poi diventeranno look, elementi narrativi.

Si procede poi per sottrazione, scartando e ricominciando fino al momento “wow”, quello in cui si compone il guardaroba giusto per l’interprete. È un passaggio chiave: il film prende forza proprio quando l’attore inizia a muoversi bene negli abiti che indossa.

Anche il nostro guardaroba di settembre dovrebbe funzionare così. Il piano d’azione? Costruire una piccola sceneggiatura visiva con un capo-ancora, una silhouette rassicurante e qualche accessorio forte che definisca la scena, come una cintura con porta telefono tattico, un foulard particolare da portare in vita anziché al collo o un sandalo hollywoodiano a specchio, per sentirsi Marilyn a ogni passo.

Sui set c’è sempre chi fotografa ogni outfit per garantire la continuità nelle scene, girate magari a giorni di distanza: perché non copiare l’idea?

Mutuando questa disciplina da set, possiamo scattare i look della settimana e creare un album nello smartphone, per avere a disposizione ogni mattina le combinazioni tattiche senza doverci pensare troppo.

La giacca è sempre il primo alleato: rassicura, struttura, rimette il corpo in modalità città. Greta Scarano, protagonista delle cerimonie di apertura e chiusura del Festival, ha scelto per il suo arrivo in barca jeans, t-shirt bianca e blazer blu: tre ingredienti semplici, con una capacità quasi cinematografica di rimettere tutto a fuoco. Da qui si può cominciare a giocare. 

Un gilet in cady nero abbinato a pantaloni larghi al ginocchio cambia subito passo se portato con stivali scamosciati e borsa a tracolla “da cavallerizza” in pelle nera: è il rientro con accento rock’n’roll.

Quando invece il calendario chiede un appuntamento importante o la voglia di alzare il volume, ci vuole un ensemble potente: monopetto in twill di seta bianco e nero, dal disegno quasi pittorico alla Pollock, con pantalone, sandalo platino e gioielli geometrici. Il fitting, in fondo, serve a capire anche quale versione di noi vogliamo interpretare.

Colori, silhouette e dettagli che trasformano lo stile a settembre

C’è un trucco sottile che appartiene sempre al mestiere delle costumiste: il test del movimento. Le attrici camminano nell’abito prima del ciak, si siedono o allungano il passo per capire se una gonna regge la scena o se un tacco enfatizza l’andatura del personaggio.

 

E poi c’è la continuità del colore in momenti diversi della storia, per dare l’idea di coerenza anche quando cambia la scena, la luce o persino l’umore del protagonista. Il mattone, per esempio, ha lo stesso effetto avvolgente della luce del tramonto che si allunga ancora sulle giornate di fine estate.

 

Può essere monografico sul tailleur pantalone con giacca blazer, che diventa da “red carpet” con sandali di vernice nera e un collier dorato, oppure mescolato al bianco sull’abito morbido da portare con occhiali da sole cammello, stivali scamosciati nocciola e borsa a tracolla.

 

Infine, per quei lunedì in cui ci sentiamo ancora in vacanza ma non c'è tempo di scegliere, allungare la mano verso un capo tinta sabbia può essere davvero una mossa saggia. È come una tela su cui scrivere, un tappeto elastico per far rimbalzare le idee che ci tiene connesse ai calore della spiaggia, dà sicurezza, senso di protezione e armonia.

Con un abito svasato in microtwill stretch, foulard di seta kaki e mocassini scuri possiamo affrontare a testa alta tutto: anche immaginando di essere su un motoscafo veneziano, dirette al Lido, con il vento fra le ciocche ribelli e tante storie avventurose ancora da vivere.