Daniela Ciancio, premiata con due David di Donatello per Il resto di niente e La grande bellezza, ha raccontato che quando un personaggio è ancora nebuloso la soluzione è quella di creare un moodboard, un grande collage materico con ritagli e figurine che poi diventeranno look, elementi narrativi.
Si procede poi per sottrazione, scartando e ricominciando fino al momento “wow”, quello in cui si compone il guardaroba giusto per l’interprete. È un passaggio chiave: il film prende forza proprio quando l’attore inizia a muoversi bene negli abiti che indossa.
Anche il nostro guardaroba di settembre dovrebbe funzionare così. Il piano d’azione? Costruire una piccola sceneggiatura visiva con un capo-ancora, una silhouette rassicurante e qualche accessorio forte che definisca la scena, come una cintura con porta telefono tattico, un foulard particolare da portare in vita anziché al collo o un sandalo hollywoodiano a specchio, per sentirsi Marilyn a ogni passo.
Sui set c’è sempre chi fotografa ogni outfit per garantire la continuità nelle scene, girate magari a giorni di distanza: perché non copiare l’idea?
Mutuando questa disciplina da set, possiamo scattare i look della settimana e creare un album nello smartphone, per avere a disposizione ogni mattina le combinazioni tattiche senza doverci pensare troppo.
La giacca è sempre il primo alleato: rassicura, struttura, rimette il corpo in modalità città. Greta Scarano, protagonista delle cerimonie di apertura e chiusura del Festival, ha scelto per il suo arrivo in barca jeans, t-shirt bianca e blazer blu: tre ingredienti semplici, con una capacità quasi cinematografica di rimettere tutto a fuoco. Da qui si può cominciare a giocare.
Un gilet in cady nero abbinato a pantaloni larghi al ginocchio cambia subito passo se portato con stivali scamosciati e borsa a tracolla “da cavallerizza” in pelle nera: è il rientro con accento rock’n’roll.
Quando invece il calendario chiede un appuntamento importante o la voglia di alzare il volume, ci vuole un ensemble potente: monopetto in twill di seta bianco e nero, dal disegno quasi pittorico alla Pollock, con pantalone, sandalo platino e gioielli geometrici. Il fitting, in fondo, serve a capire anche quale versione di noi vogliamo interpretare.